Lindar  Noldor  Sindar  Nandor

Vanyar

Erano la prima schiera degli Eldar che intrapresero il viaggio verso ovest dal lago Cuiviénen (detto anche « Acqua del Risveglio ), guidati da Ingwë, il loro capostipite. Il nome (singolare Vanya) significa « I Chiari », con riferimento ai capelli dorati di tutti i Vanyar. Questo avvenne molti millenni prima della Prima Era, Melkor fu il primo ad essere consapevole del risveglio degli Elfi e inviò uno spirito malvagio ad impaurirli. Lo Spirito appariva sotto forma di Cavaliere e quando Oromë (il Vala Cacciatore) giunse per la prima volta dagli Elfi molti di questi ebbero paura, credendo che il Vala fosse la creatura di Melkor. Delle Tre Stirpi elfiche che si risvegliarono dal lago Cuiviénen (Vanyar, Noldor e Teleri) i Vanyar erano la famiglia più nobile e Ingwë era Re Supremo di tutti gli Elfi, nonchè capostipite della propria famiglia. Ingwë dimorava sul Taniquetil, la Montagna Sacra, sulla cui sommità vi era Ilmarin, dimora di Manwë, il più forte dei nove Valar. Il nome Eldar, dato dal Vala Oromë, venne attribuito a tutti quegli Elfi che appartengono alle Tre Stirpi, con esclusione degli Elfi Avari, cioè quelli che si rifiutarono di partire dal Cuiviénen verso ovest, questi Elfi sono conosciuti anche col nome di Elfi Scuri o Moriquendi. L'appellativo di Elfo Scuro venne attruito anche a Thingol (Elwë) da Caranthir, quarto figlio di Fëanor, ma in quel caso, aveva un significato offensivo. "Quendi", invece, è il nome che gli Elfi si sono attribuiti, il suo significato è "coloro che parlano con voci", infatti all'inizio dei tempi, gli Elfi erano le sole creature che parlavano. I Vanyar, e in particolare Ingwë, furono tra gli Elfi che di più rimasero colpiti dallo splendore della luce dei Due Alberi di Valinor (Telperion e Laurelin, l'Albero d'Argento e l'Albero d'Oro cresciuti nella terra dei Valar. Furono distrutti da Ungoliant e Melkor, ma dall'ultimo loro frutto e fiore i Valar fecero la Luna ed il Sole), e proprio per questo, furono sempre i più restii a lasciare Valinor (al contrario dei Noldor che abbandonarono Valinor per vendicare l'offesa recata loro da Melkor con il ratto dei Silmarils e l'uccisione del capostipite Finwë).

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