Vanyar  Lindar  Sindar  Nandor

Noldor

Gli Elfi che componevano la seconda schiera degli Eldar a intraprendere il viaggio verso occidente dal Cuiviénen, sotto la guida di Finwë. Vissero in Aman per molte Ere, ma dopo l'Ottenebramento di Valinor, quando Morgoth uccise Finwë e rubò i Silmarils inseguirono, contro il volere dei Valar, Morgoth nella terra di Mezzo per compiere la propria vendetta. Il Capostipite che li guidò nell'inseguimento fu il mitico Fëanor, figlio di Finwë, e Re Supremo dei Noldor dopo la morte del padre. Fëanor chiamò per la prima volta Melkor col nome di Morgoth « Lo Scuro Nernico » dopo la morte del padre e il ratto delle pietre. Fëanor è l'artefice della Scrittura Fëanoriana, elaborata inizialmente da Rúmil di Valinor, un Elfo Noldorin, primo fra gli esseri viventi a usare la scrittura. Inoltre è proprio lui che forgiò i Silmarils, le tre pietre ricolme della luce dei Due Alberi di Valinor. Il significato del nome Fëanor è « Spirito di Fuoco », ma il suo vero nome è Curufinwë che significa Abilità. Feanor rimane ucciso nella Dagor-nuin-Giliath nello scontro con Morgoth. Gli altri figli di Finwë erano Fingolfin e Finarfin, avuti da Indis, mentre Fëanor era figlio di Miriel, i rapporti tra i fratellastri non furono mai buoni soprattutto per il carattere autoritario di Fëanor. Fingolfin divenne Re Supremo dei Noldor dopo la morte del fratellastro ed anche lui muore per mano di Melkor proprio in duello, mentre Finarfin fu l'unico Noldor che rimase in Aman senza seguire le orme del fratellastro Fëanor accecato dall'odio verso Morgoth. Finarfin regnò in Tirion detta Grande Torre di Guardia, una città che accoglieva tutti i Noldor che erano rimasti in Aman. Il nome Noldo in Quenya, in Sindarin significa « il Saggio » (nel senso di chi possiede conoscenza, capacità di giudizio).

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